Sinapsi: significato, definizione ed esempi

Sinapsi: significato, origine ed esempi — Parola del giorno
Sinapsi è la parola del giorno: significato, origine ed esempi.

La parola del giorno è sinapsi: il punto in cui le cellule nervose comunicano e si scambiano informazioni.

Che cosa significa sinapsi?

In neurofisiologia una sinapsi è un contatto funzionale attraverso il quale un neurone trasmette un segnale a un’altra cellula. La cellula che invia il messaggio viene detta presinaptica, mentre quella che lo riceve è postsinaptica.

Le sinapsi collegano soprattutto neuroni tra loro, ma un neurone può comunicare anche con altre cellule, per esempio quelle muscolari.

Da dove viene?

La parola sinapsi deriva dal greco sýnapsis, che significa “collegamento” o “congiunzione”. A sua volta nasce da un verbo formato da elementi che esprimono le idee di “insieme” e “unire”.

L’origine della parola descrive quindi molto bene la sua funzione: creare un punto di collegamento tra cellule.

Come funziona?

Nelle sinapsi chimiche il neurone che invia il segnale libera molecole chiamate neurotrasmettitori. Queste attraversano un sottilissimo spazio, la fessura sinaptica, e si legano a recettori presenti sulla cellula successiva.

Esistono anche sinapsi elettriche, nelle quali il segnale passa più direttamente tra cellule molto vicine e collegate.

Come si usa?

Ecco un esempio naturale:I neuroni comunicano tra loro attraverso moltissime sinapsi.

Un altro esempio è:L’apprendimento coinvolge cambiamenti nell’attività e nella forza delle connessioni sinaptiche.

Singolare e plurale

Sinapsi è un nome femminile invariabile: si dice la sinapsi al singolare e le sinapsi al plurale. L’aggettivo collegato è sinaptico.

Una piccola curiosità

Nel cervello umano ci sono miliardi di neuroni e ciascuno può stabilire moltissime connessioni. Questa enorme rete di sinapsi permette di ricevere informazioni, controllare movimenti, formare pensieri, emozioni e ricordi.


Fonti


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