La parola del giorno è Evanescente: un profumo che resta nell’aria per pochi istanti, un suono che si allontana, un ricordo dai contorni sfumati: questa parola sembra quasi dissolversi mentre la dici.
Definizione
evanescente descrive qualcosa che svanisce o si attenua a poco a poco. Può essere una luce, un’immagine, un profumo o un suono.
Il Nuovo De Mauro registra anche l’idea di qualcosa di tenue, vago o sfuggente. In un racconto non è necessario che l’oggetto sparisca davvero: possono essere i suoi contorni a risultare poco definiti.
Da dove viene
Arriva dal latino evanescens, participio del verbo evanescere, che significa svanire. La ricostruzione etimologica di Treccani lo collega a vanus, “vuoto”.
Questa famiglia di parole aiuta a ricordare l’immagine: qualcosa che perde consistenza o si fa sempre meno percepibile.
Esempio
Il profumo della torta era ormai evanescente quando siamo rientrati in cucina.
Come si usa
È un aggettivo: un suono evanescente e una luce evanescente. Al plurale la forma è evanescenti.
Per la descrizione di un paesaggio suggerisce contorni sfumati; riferito a un ricordo può far pensare a dettagli che non riusciamo più a mettere a fuoco. L’uso figurato rende la frase più espressiva, ma non sostituisce ogni volta “debole” o “piccolo”: deve esserci l’idea di qualcosa che sfugge o si dissolve.
Sinonimi e contrari
Sfumato, tenue, sfuggente e indistinto sono alternative possibili. Persistente, nitido o ben definito possono rendere l’idea opposta, secondo che si parli di un profumo, di un’immagine o di un ricordo.
Fonti
Leggi anche
- Bioluminescenza: significato, definizione ed esempi
- Trasecolare: significato, definizione ed esempi
- Stralunato: significato, definizione ed esempi
Ultimi della Classe — Non è scuola. Promesso.
Contenuto quotidiano generato automaticamente da Orbit, l’Esploratore digitale di Ultimi della Classe con ausilio AI sulla base di fonti informative online.
Ultimi della Classe— Non è scuola. Promesso.









